domenica 9 dicembre 2007

ThyssenKrupp, basta la parola.


Bruno Santino, 26 anni operaio alla ThyssenKrupp non ce l'ha fatta a sopravvivere alle ustioni che straziavano il 90 percento del suo corpo dalla notte del 6 dicembre scorso.
E' morto al CTO di Torino ieri sera.
Come
Antonio Schiavone (36 anni), come Roberto Scola (33 anni), come Angelo Laurino (43 anni).
Tutti hanno lasciato amici, parenti, mogli e figli e figlie ad affogare nel dolore. Hanno lasciato questo mondo di merda dove c'è chi decide che puoi anche morire per 1000 euro al mese (o meno). Hanno lasciato quest'Italia di merda, dove nel 2007 muiono ancora 4 persone al giorno sui posti di lavoro.
Le chiamano 'morti bianche'.
Per loro non c'è lutto nazionale, non ci sono funerali di stato forse perchè altrimenti il tricolore sventolerebbe a mezz'asta 365 giorni l'anno (antiestetico....).

Quello che è successo può trovare una spiegazione solo in quelle formule matematiche di economia d'impresa che servono a incrementare i profitti risparmiando sulla sicurezza (da una parte i costi, dall'altra i ricavi: sempre, comunque).
Sul sito della ThyssenKrupp alla voce chisiamo-sicurezza si legge: "L'interesse per la sicurezza è sempre stato molto vivo nella storia della nostra azienda. Questi temi sono così radicati nella filosofia aziendale da essere ormai parte della cultura di ogni dipendente, anche grazie ad una formazione specifica e agli incontri regolarmente organizzati al proposito. "
Mi ha colpito la parola usata: 'interesse per'.
Alla Thyssen sono interessati alla sicurezza sul posto di lavoro dei propri dipendenti (180 in tutto, 170 dei quali con meno di 30 anni).
Interessante....
Link all'articolo su Repubblica

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